
UNA DISORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA SANITARIO ITALIANO NELL’AFFRONTARE IL COVID
Dalla puntata di Report di questa sera è emersa ancora una volta una disorganizzazione incredibile ed imbarazzante del sistema sanitario italiano nell’affrontare il Covid
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Dalla puntata di Report di questa sera è emersa ancora una volta una disorganizzazione incredibile ed imbarazzante del sistema sanitario italiano nell’affrontare il Covid
Bisogna partire dal presupposto che se il virus colpisce indiscriminatamente senza risparmiare nessuno- democraticamente dice spiritosamente qualcuno-è anche vero che economicamente non colpisce tutti allo stesso modo.Se uno dispone- per esempio- di 100 mila euro accantonati in banca ha certamente diritto di essere curato e guarito ma,forse, non rientra fra i poveri e gli indigenti né vi può rientrare chi è titolare di seconde case, immobili,barche, macchine di lusso e rendite di posizione. Tutt’al più si può riconoscere a questi soggetti una agevolazione nel pagamento di tasse e tributi , rateizzando o comunque spostando il saldo a pandemia finita e a “ripresa” incominciata.
(nella foto assembramento allo shopping del venerdi)
“per quanto concerne la rete ospedaliera, la regione registra gravi ritardi nell’implementazione della rete ospedaliera stessa, la rete emergenza urgenza e le reti tempo-dipendenti”;
“l’attività delle strutture ospedaliere risulta poco performante ed evidenzia il sostanziale ritardo nella messa a regime delle azioni di riorganizzazione programmate da parte delle aziende sanitarie, nonché l’assenza di una governance a livello regionale”.
( Nella foto il commissario Cotticelli)
E’ come se un qualsiasi cittadino, senza svolgere alcuna attività lavorativa, operaio o impiegato che sia, versando i contributi all’INPS, matura il diritto alla pensione.Cioè senza lavorare.Si auspica che una vergogna del genere venga eliminata per manifesta incostituzionalità, consegnando al giudizio della pubblica opinione chi l’ha pensata, chi l’ha proposta e chi l’ha votata.Con i dovuti distinguo perché, a misfatto consumato,Pippo Callipo ha minacciato di procedere “nelle sedi opportune” nei confronti di chi, chiedendogli come capogruppo la firma sulla proposta, gli ha assicurato che la modifica legislativa “non comporta maggiori o nuovi oneri a carico del bilancio regionale”.Se ciò non dovesse essere-la conclusione di Callipo-vuol dire che sono stato ingannato.